Coping, terapia cognitivo-comportamentale e affrontare lo stress

In psicologia esiste un termine sconosciuto alla maggioranza delle persone, ma che riguarda qualcosa che facciamo tutti i giorni. Non aiuta il fatto che sia un termine in inglese e che non ci sia una parola italiana che descriva allo stesso modo la cosa, quindi useremo il termine originale: parliamo del coping. Il coping è l'insieme delle strategie, consapevoli o automatiche, che mettiamo in atto per affrontare situazioni difficili, emozioni intense o pensieri dolorosi. Possono essere azioni esterne, come cercare supporto o isolarsi, oppure processi interni, come il cambiare prospettiva o il fare finta che il problema non esista.

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Cicatrici

Per questo articolo voglio portare una storia. Una storia che parla di entusiasmo, innocenza, ignoranza, supponenza, frustrazione, scoperta. Una storia iniziata più di 20 anni fa e che in un certo senso continua tuttora. Una storia eccessivamente lunga per arrivare ad un messaggio tanto personale quanto banale. Ma se questa lunga narrativa può portare qualcuno a raggiungere una nuova prospettiva sarò felice di aver passato l'ultimo weekend a scrivere questo articolo. Iniziamo.

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Corpo e mente

Nella cultura popolare ritroviamo spesso una concezione dell’essere umano come diviso in due componenti principali: corpo e mente. A grandi linee, il corpo dovrebbe essere tutto ciò che è fisico e visibile, mentre la mente è qualcosa di più astratto, di non facile definizione, e che di fatto è la nostra identità, il nostro carattere, le nostre idee, eccetera. Uno scambio di idee fra due persone è in effetti il confronto fra due menti diverse. La dicotomia corpo – mente non è quindi sbagliata. È sbagliato invece pensare siano due cose distinte e divise, come se fossero dei compartimenti stagni, quando invece sono indissolubilmente legate fra di loro. Sembra un concetto banale e ovvio? Eppure ha delle conseguenze molto più profonde di quanto ci potremmo aspettare.

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Tristezza e Depressione: una visione generale

Parliamo ora di qualcosa che non piace a nessuno: la tristezza. Senza girarci troppo attorno, essere tristi è brutto. Ci fa stare male, ci toglie le energie e vorremmo che la tristezza passasse il prima possibile. Eppure, è un'emozione che proviamo tutti prima o poi. Più prima che poi, essendo una delle emozioni primarie. Cerchiamo di conoscere un pochino più a fondo questa tristezza, visto che probabilmente ci accompagnerà per una buona parte della nostra vita.

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Emozioni – uno sguardo più da vicino

Abbiamo parlato delle emozioni e della loro funzione. Abbiamo un'idea generale di come ci siano utili nella vita di tutti i giorni, ma nello specifico? Andiamo con ordine. Tutte le emozioni sono importanti, ma non possiamo metterle tutte nello stesso calderone. Abbiamo due grandi categorie di emozioni principali: le emozioni primarie e le emozioni secondarie o sociali. Con un elenco sarà facile capire perché sono divise in questi due gruppi.

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Emozioni – un’introduzione

Il corpo umano è una macchina straordinaria. Ogni parte di esso, ogni meccanismo, ogni interazione fra le parti è adibita ad una sola funzione: farci sopravvivere. Se una parte del corpo smette di essere utile alla persona per un periodo abbastanza lungo di tempo, essa comincerà ad atrofizzarsi, per consumare meno energia e averne di più a disposizione per le parti che invece ci stanno aiutando. E' vero anche l'inverso, ovviamente.

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Scopi e Credenze

Ognuno di noi ha dei desideri. Non solo non c'è niente di male, ma sono proprio questi desideri a muovere noi e il mondo intero. Se decidiamo di fare qualcosa, a meno che non siamo costretti, è perché lo vogliamo. Facciamo qualcosa perché abbiamo uno scopo. Uso il termine scopo perché così è chiamato uno dei pilastri della psicologia cognitivo comportamentale. Semplificando molto, si tratta di quello che desideriamo e che cerchiamo di ottenere. Ci riferiamo non a cose materiali, ma a qualcosa di più simile ad uno stato, una condizione o un risultato che, se raggiunto, ci renderebbe felici. Non devono essere desideri profondi, nobili, complessi:  possono anche essere molto generici, semplici, banali. Esempi di scopi sono il sentirsi amati, l'essere rispettati, fare parte di un gruppo, eccellere in uno sport, rendere invidiosi gli altri.

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Modello Cognitivo Comportamentale

La mente non è qualcosa che è possibile osservare direttamente, a differenza magari di una pianta o di una roccia. Per capire qualcosa di così astratto dobbiamo affidarci ai modelli, ossia delle interpretazioni di tutto ciò che è stato osservato e compreso su uno specifico argomento. In questo caso l'argomento è la mente, quindi noi possiamo desumere come essa funzioni in base a ciò che "produce", come comportamenti, emozioni, sensazioni corporee, tendenze a fare qualcosa. In base a ciò ci si può fare un'idea del funzionamento della mente, sia in linea generale sia nel singolo caso, e diventa dunque possibile costruire un modello. La psicologia è una scienza molto particolare, ma sempre scienza rimane. Questo significa che i modelli che crea, per essere validi, devono essere riproducibili da altre persone e dare gli stessi risultati, a parità di condizioni ovviamente. Idealmente, dovrebbe descrivere bene anche quali parti del nostro cervello si attivano al momento in cui si provano, ad esempio, delle determinate sensazioni o emozioni. Se il modello funziona dovrebbe essere possibile fare delle previsioni su cosa possa succedere nella mente di una persona in risposta ad un qualche stimolo, interno o esterno che sia, e cosa farà la persona di lì a poco.

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