Rappresentazione simbolica della memoria emotiva e sensoriale

Ricordi, memoria emotiva e memoria sensoriale

Oggi parliamo di qualcosa con cui abbiamo a che fare ogni giorno, ma di cui probabilmente non conosciamo tutte le sfaccettature in maniera esplicita: la memoria. Partiamo con una domanda: ti è mai capitato di raccontare un tuo ricordo a qualcun altro per poi scoprire che quella stessa persona ricorda lo stesso episodio in un modo completamente diverso? Quasi sicuramente la risposta sarà sì. Questo è dovuto al fatto che la memoria non è una registrazione precisa ed obiettiva degli eventi avvenuti, ma un’esperienza soggettiva, sensoriale ed emotiva.

Rappresentazione simbolica della memoria emotiva e sensoriale

Approfondiamo un pochino. Il ricordo delle emozioni vissute durante un’esperienza prende il nome di memoria emotiva, mentre il ricordo delle sensazioni fisiche e percettive provate prende il nome di memoria sensoriale. Nessuna di queste due memorie riguarda oggettivamente l’esperienza vissuta, ma la riguarda, appunto, soggettivamente. L’esperienza di vedere, ad esempio, un incidente in autostrada, può essere “ricordata” abbastanza oggettivamente nei filmati delle telecamere del cavalcavia, ma una persona in carne e ossa presente sul posto ricorderà le emozioni che ha provato in quel momento, ad esempio paura, ansia, stupore, rabbia, a seconda di cosa quest’esperienza A risveglierà nelle sue credenze e pensieri B. In maniera simile, la persona ricorderà le percezioni: l’odore del fumo, dei dischi dei freni dei mezzi, il rumore dello scontro, il colore delle fiamme e delle lamiere, il suono delle sirene dei mezzi di soccorso, la sensazione di afferrare il volante con più forza.

Quando la persona ripenserà a quell’episodio, non ricorderà solo l’incidente in sè, ma anche tutte le emozioni e le sensazioni provate, in misura proporzionale a quanto l’episodio lo ha colpito. Perchè dovrebbe succedere questo? A cosa ci serve?

E’ presto detto.

Nel nostro cervello ci sono, tra le altre cose, due componenti che lavorano insieme: l‘amigdala e l‘ippocampo. Essi tendono a far memorizzare meglio gli eventi con una forte componente emotiva. Evolutivamente parlando, questo ha perfettamente senso: se abbiamo vissuto un’esperienza che ci ha fatto temere seriamente per la nostra incolumità, averne un ricordo vivido e duraturo ci permetterebbe di evitare situazioni analoghe in futuro. Sicuramente, ricorderemo quell’evento molto meglio di quanto non ricorderemmo quella volta in cui un piccolo ciottolo ci ha colpito il piede andando in montagna. Così, la prossima volta che vedremo, ad esempio, un orso come quello che ci ha fatto spaventare, il ricordo si riattiverà subito e noi scapperemo a gambe levate, aumentando le nostre probabilità di sopravvivenza.

Rappresentazione simbolica della memoria emotiva e sensoriale

Alla fine, dobbiamo sempre ricordare che, cerebralmente parlando, siamo degli uomini delle caverne. Non siamo fatti per questa vita contemporanea, piena di cose che nell’età della pietra non sarebbero nemmeno concepibili, sia nel bene che nel male. Gurk, nella sua grotta, non sa cosa sia un’assicurazione, non ha un mutuo da pagare e la sua preoccupazione principale è assicurarsi che le bestie selvatiche non vengano a razziare le scorte di cibo che ha messo da parte per l’inverno. Gurk è fatto per quella vita. E noi siamo Gurk, ma ai giorni nostri. Abbiamo le stesse capacità di base, ma in un contesto diverso: ecco perchè a volte la nostra mente, così come il nostro corpo, non sa gestire perfettamente le sfide della vita quotidiana. Detto questo, torniamo ai ricordi.

Abbiamo detto che per una persona il ricordo di un’esperienza comprende anche le componenti emotive e sensoriali. Quelle soggettive, appunto. Attivare il ricordo dell’esperienza ci farà tornare in mente anche quelle sensazioni. Tuttavia, è vero anche il contrario: una certa sensazione, nel presente, può facilmente riattivare un ricordo. Ricordo che può riattivarne un altro, altre sensazioni e così via. Facciamo un esempio.

Apro un bagnoschiuma, di quelli che costano poco meno di un euro, al profumo di menta. E’ un tipo di bagnoschiuma che uso da diversi anni, mi ha accompagnato in molti viaggi. Apro il tappo, e il profumo arriva al mio naso. In un attimo, nella mia testa non sono più nella doccia di casa. Sono in un appartamento che avevo affittato anni fa per stare al mare. E’ estate, e sono nella piccola doccia esterna a passarmi addosso lo stesso bagnoschiuma che ho in mano nel presente. Fuori fa un caldo soffocante, ma la doccia mi da una sensazione di freschezza che è molto piacevole, per quanto temporanea. L’acqua fa un rumore diverso dal solito, questa doccia ha mattonelle in cotto invece che in porcellana. Fuori, le voci di turisti e abitanti si sentono nettamente, mentre passeggiano lungo il porto.

E’ pomeriggio e domani prenderò un traghetto che mi porterà a Napoli. Già pregusto pizza, babà e sfogliatelle, così come i profumi di aromi, spezie e cibarie varie che danno così tanto colore a Spaccanapoli. Qualche anno prima ci avevo comprato una sfogliatella assieme ad una ragazza. Qual’era il suo nome? Iniziava con la G, ma non ricordo il resto. Ricordo che era piacevole stare con lei. Peccato che gli amori estivi spesso hanno durata breve, soprattutto a distanza. Quando abbiamo smesso di sentirci ci sono rimasto davvero male. Chissà se si ricorda ancora di me? Se si ricorda di quella volta in cui abbiamo finito di mangiare in quel locale e siamo usciti con un implacabile odore di fritto addosso? Abbiamo riso un sacco mentre la gente sul traghetto ci teneva a debita distanza. Bei tempi.
Ora però torniamo alla nostra doccia, tra poco bisogna andare in studio.

Tutta questa catena di ricordi e sensazioni, risvegliata annusando un semplice bagnoschiuma. Queste sono le magie di cui è capace la mente umana. Naturalmente, è tutto molto bello e poetico, fintanto che si tratta di sensazioni ed emozioni positive. Ma ovviamente un discorso simile si potrebbe fare anche da una sensazione od un’emozione neutra che risveglia in noi tutta una serie di sfortunati eventi. Oggettivamente, lo stimolo attivante è neutro, ma la risposta emotiva e comportamentale che ne deriva dipende unicamente da quello che abbiamo vissuto. Un bagnoschiuma alla menta a me può ricordare Napoli e ricordi positivi, ad un altro può ricordare un White Spider (un cocktail con vodka e crema di menta) di troppo che lo ha fatto stare malissimo durante un appuntamento con la sua fiamma, che poi lo ha lasciato, facendolo sprofondare nella tristezza. Ritroviamo sempre il modello ABC della Terapia Cognitivo Comportamentale, anche nello spiegare certi ricordi.

Rappresentazione simbolica della memoria emotiva e sensoriale

E riguardo ai ricordi, ci sarebbero almeno un altro paio di aspetti estremamente importanti da menzionare. Tuttavia, questo articolo è già abbastanza lungo così com’è, quindi rimandiamo alla prossima volta.
Per ora, portiamo a casa la consapevolezza che la componente emotiva e sensoriale del ricordo è fondamentale almeno quanto quella del fatto in sè.

Non siamo macchine, siamo persone.