Chiedi aiuto a uno psicologo – Psicologo a Feltre e online
La sofferenza in psicologia
Lo psicologo è il medico della mente. Se una parte del nostro corpo fa male sarebbe meglio andare dal dottore prima che il problema peggiori. Allo stesso modo, se proviamo della sofferenza psicologica, lo psicologo è il professionista a cui rivolgersi. Si tratta in entrambi i casi di prendersi cura del proprio benessere, qualcosa per cui non dovrebbe essere necessario cercare giustificazioni.
Ma quali sono i tipi di disturbi di cui si occupa uno psicologo e per i quali possiamo chiedere aiuto? Quali sono le sofferenze che logorano il nostro benessere? Vediamone alcune.
Tristezza e depressione
La tristezza è forse il tipo di sofferenza più comune. Che sia per una piccola cosa o per un lutto importante c’è sempre un motivo dietro a questo sentimento, anche se non ne siamo sempre consapevoli esplicitamente. Quel che è certo è che si tratta di qualcosa di spiacevole, che ci porta ad avere umore deflesso, mancanza di energie e non riuscire a trovare piacere in attività che di solito ce ne procurano. In effetti, la tristezza può essere l’effetto di qualcosa che è successo, ma anche una causa: se vediamo tutto nero e siamo senza forze difficilmente affronteremo il futuro in maniera serena, il che ci porterà a risultati insoddisfacenti in diversi ambiti della nostra vita, che non faranno altro che alimentare ulteriormente la nostra tristezza. Questo ci potrebbe paralizzare completamente e a quel punto diventerebbe molto più difficile uscirne. Capire le cause e affrontare il problema precocemente e in maniera mirata sono sicuramente i migliori modi per superare una tristezza che non se ne vuole andare.
Rabbia e scatti d'ira
La rabbia è un’emozione piuttosto comune da provare. All’interno della nostra mente, anche se non ne siamo sempre consapevoli, esiste sempre una causa per la rabbia, il che la renderebbe giustificata. Tuttavia, non tutto quello che c’è nella nostra mente corrisponde a quello che c’è nel mondo esterno e in particolare nella testa delle altre persone. In questo senso, gli scatti di rabbia possono danneggiare noi e chi ci sta intorno, magari i nostri amici o la nostra famiglia. Potrebbe metterci in una situazione pericolosa, o portarci a problemi con la giustizia o con il lavoro. La gestione della rabbia è un’abilità importante da acquisire, ma non è sempre facile. Anche qui, capire ed affrontare le cause di una rabbia eccessiva è di fondamentale importanza per il nostro benessere presente e futuro.
Ansia e stress
L’ansia è una di quelle cose che, se presente in una misura ottimale, ci permette di concentrarci maggiormente e di ottenere i risultati che desideriamo dalla vita. Ci mette in allerta, ci iperfocalizza, ci fa preparare al meglio. In quantità eccessiva ci tiene svegli la notte e ci fa concentrare così tanto sull’evitamento dell’evento temuto che possiamo arrivare a rinunciare completamente ad affrontare ciò per cui proviamo ansia, anche il semplice prendere un caffè al bar. Peraltro, spesso l’ansia ci porta a provare ulteriore ansia, quindi parliamo di un circolo vizioso difficile da rompere. Rimanere paralizzati per l’ansia è un’esperienza spiacevole, ma purtroppo anche comune, nei più disparati ambiti. Saper gestire l’ansia eccessiva ci aiuterebbe sicuramente ad affrontare la vita in maniera più serena.
Problemi con il gioco, l'alcool o le sostanze
Ci sono diverse definizioni di dipendenza, ma il denominatore comune è che si tratta di un problema per il quale non possiamo fare a meno di una certa cosa, anche se ci proviamo. Altro denominatore comune è il fatto che la dipendenza porta quasi sempre a problemi di salute, economici, sociali, o tutte e tre le cose assieme. Problemi che spesso non possono nemmeno essere risolti. Essere schiavi della droga o rovinarsi la vita con l’alcool sono il risultato della dipendenza, quel vortice da cui è estremamente difficile uscire da soli. Naturalmente la dipendenza è sia mentale che fisica, specialmente nel caso di abuso di sostanze o alcool. Non è una battaglia che siamo costretti a combattere da soli, motivo per cui esiste un’ampia letteratura sui disturbi da dipendenze e una grande rete di aiuto su tutto il territorio.
Anedonia
Ci sono volte in cui i nostri hobby e le nostre attività preferite non ci danno la carica di piacere e felicità che ci aspetteremmo. L’anedonia è il non riuscire a provare piacere dalle attività che di solito dovrebbero darcene, come il sesso, gli hobby o le interazioni sociali. È qualcosa che compare spesso quando siamo tristi, ossia quando avere qualcosa che potrebbe tirarci su il morale sarebbe molto utile. Si tratta di una condizione tutt’altro che trascurabile, indicatore di una sofferenza sottostante. Peraltro, le attività piacevoli danno sapore alla vita: non riuscire a provare piacere la renderebbe grigia e piatta, o nel peggiore dei casi fatta solo di sofferenza. L’anedonia logora pesantemente il nostro benessere e può minare anche il nostro rapporto con gli altri, visto che non proviamo piacere nello stare con loro. Consideriamo questa condizione sia come un problema a sé stante sia come un campanello di allarme che ci avvisa della sofferenza nella nostra mente.
Disturbi del comportamento alimentare
Andare in bagno a vomitare dopo aver mangiato, ridurre l’apporto calorico, fare abbuffate seguite da vomiti, essere ossessionati dalla propria forma fisica o passare ore e ore in palestra cercando di dimagrire non sono un capriccio o un comportamento eccentrico, ma sono i sintomi di un disturbo alimentare. Per un motivo o per l’altro ci si ritrova in un vortice di comportamenti e meccanismi mentali per il quale si passa dal volersi prendere cura del proprio corpo a rifiutarsi di mangiare anche quando siamo in pericolo di vita per malnutrizione, oppure abbiamo la gola consumata dai succhi gastrici derivanti dal vomito. Come per le dipendenze, è difficile uscirne da soli, perché spesso per chi è affetto da questi disturbi un corpo scheletrico non è un problema, ma un risultato desiderabile. Uscire da queste situazioni richiede un approccio multidisciplinare, dato che va curato sia l’aspetto psicologico del disturbo che quello fisico. Combattere questa battaglia da soli è una strada molto in salita.
Timidezza e introversione
C’è timidezza e timidezza. Una può essere la naturale disposizione a non essere particolarmente espansivi e ad essere più riservati, qualcosa di assolutamente normale. Altra cosa è la “timidezza”, che impedisce di interagire efficacemente con altre persone o di mostrarsi o parlare in pubblico. In quei casi probabilmente sotto c’è qualcosa che non è la semplice timidezza, ma una qualche forma di ansia che sarebbe bene identificare e trattare, visto che le interazioni con gli altri sono la base della nostra società.
Questi sono solo alcuni dei problemi che ci possono tormentare nella vita di tutti i giorni. In linea generale, tutto quello che ci causa una sofferenza significativa e che ci impedisce di affrontare efficacemente i vari ambiti del quotidiano andrebbe trattato, almeno in qualche misura. Stare male, per qualsiasi motivo, non ci è d’aiuto. Guarire da una sofferenza è invece sempre qualcosa di positivo.
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