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Corpo e mente

La connessione corpo mente è spesso sottovalutata, ma rappresenta un pilastro fondamentale per comprendere il benessere psicologico.

Nella cultura popolare ritroviamo spesso una concezione dell’essere umano come diviso in due componenti principali: corpo e mente. A grandi linee, il corpo dovrebbe essere tutto ciò che è fisico e visibile, mentre la mente è qualcosa di più astratto, di non facile definizione, e che di fatto è la nostra identità, il nostro carattere, le nostre idee, eccetera. Uno scambio di idee fra due persone è in effetti il confronto fra due menti diverse. La dicotomia corpo – mente non è quindi sbagliata. È sbagliato invece pensare siano due cose distinte e divise, come se fossero dei compartimenti stagni, quando invece sono indissolubilmente legate fra di loro. Sembra un concetto banale e ovvio? Eppure ha delle conseguenze molto più profonde di quanto ci potremmo aspettare.

relazione corpo mente

Partiamo da qualcosa di basilare. A grandi linee, possiamo dire che la mente risieda nel cervello, che ovviamente è una parte del corpo. Se una persona perde un braccio mantiene comunque la sua personalità. Ma senza cervello il corpo rimane un guscio vuoto e inerte, visto che la coscienza è stata portata via. Il cervello è il mezzo con cui ci interfacciamo con il mondo. Niente mezzo, niente interazione col mondo. Tutto quello che viene percepito dai nostri sensi viene elaborato dal cervello in modo che noi riusciamo più o meno consciamente a capire cosa stia succedendo. In effetti, ogni singola parte del cervello è adibita a specifiche funzioni, non è un blocco unitario in cui una parte vale l’altra. 

Per esempio, le aree di Wernicke e di Broca sono specializzate nell’elaborazione del linguaggio. Altre aree invece sono adibite all’analisi dei segnali provenienti dal senso del tatto, oppure al controllo del movimento delle varie parti del corpo. E parlando di segnali, questi ultimi possono arrivare in modalità molto diverse: possono provenire dall’esterno al corpo e possono essere interni al corpo. Il nostro cervello ovviamente elabora tutto per permetterci di interfacciarci con il mondo, il che significa che di fatto ci permette di modificare il nostro comportamento in risposta alle condizioni attuali.

Quindi, cosa vogliamo dire? Che il cervello elabora in maniera univoca e inalterabile tutte le informazioni che gli arrivano? Assolutamente no, e questo ci porta al passo successivo.

Esiste tutta una serie di circostanze che porta il corpo a rispondere in un certo modo. Ad esempio, il corpo produce adrenalina in risposta a situazioni di stress. Cosa succede quando siamo stressati? Siamo nervosi, agitati, con un diavolo per capello, focalizzati sulla risoluzione del problema e non particolarmente inclini ad essere cordiali e allegri. Guarda caso, tutte cose che riguardano il modo in cui ci interfacciamo consciamente con il mondo. Ce ne sarebbero anche altre da elencare, ma manteniamo il discorso semplice. In questo caso, la nostra mente è stressata. La nostra mente, qualcosa di immateriale e astratto, è stata influenzata da un ormone, qualcosa di fisico, derivante dal nostro corpo. Una sostanza prodotta dal corpo ha influenzato la nostra mente. Il corpo ha influenzato il cervello, che in risposta all’adrenalina ha cominciato a funzionare in maniera leggermente differente.

connessione corpo mente illustrazione

Questo cambiamento fisico e chimico nella dimora della mente ha portato la mente stessa a funzionare in maniera leggermente diversa. Noi come persone siamo cambiate, il nostro carattere è cambiato. Temporaneamente, ovviamente. Ma il corpo ha influenzato la mente. Così come di solito la mente influenza il corpo.

Anche qui, scoperta dell’acqua calda. Abbiamo parlato di ormoni, ma ci sono tantissime sostanze che possono influenzare il nostro cervello e la nostra mente. Alcool, tabacco, sostanze stupefacenti, ma anche psicofarmaci o cibi come il cioccolato. Potremmo riempire libri interi solo elencando le sostanze che possono influenzare la nostra mente.

Ma altre volte invece è la mancanza di qualcosa che ci porta, tramite una serie di meccanismi, a comportarci o a ragionare diversamente. Pensiamo a quando si hanno troppi pochi zuccheri nel sangue: la nostra mente è annebbiata, facciamo fatica a ragionare e siamo sonnolenti, probabilmente di cattivo umore. Sintomi simili li potremo avere se abbiamo ingerito poche calorie quel giorno. Oppure la mancanza di sonno. Il sonno non è una sostanza, ma se una persona abituata a dormire 8 ore a notte si trovasse a dormirne solo due, probabilmente quel giorno sarà meno reattivo, meno veloce nei ragionamenti, più scorbutico. Per non parlare di quando si sta male per una malattia. Quando si sta male sparlare è molto comune, si fa una gran fatica a prendere decisioni o anche solo a ragionare.

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Altre volte ancora fare una certa attività ci porta a sentirci e a comportarci diversamente. Anche qui, tutto accade grazie a dei meccanismi chimici e fisici all’interno del corpo. Dopo un intenso allenamento in palestra ci sentiremo più sicuri e prestanti. Una passeggiata nel bosco ci farà sentire generalmente meglio. Dopo aver vinto una gara ci sentiremo come dei galletti che possono conquistare qualsiasi cosa. Dopo aver fatto l’amore con una persona amata ci sentiremo (si spera) bene, o quantomeno appagati. Chiuderci in casa al buio tutto il giorno accartocciati sulla nostra sedia a rimuginare o a ingozzarci di cibo spazzatura ci farà probabilmente calare il tono dell’umore e la nostra percezione di essere delle persone capaci.

Ad una prima lettura, parrebbe che i capisaldi di una vita salutare per il corpo ci portino a stare meglio anche mentalmente.

Ebbene, è esattamente così.

E con quest’ultima banalità abbiamo chiuso il cerchio: qualcosa di fisico, di materiale, di interazione con il reale, di abitudine, può influenzare la nostra mente. Può farlo in meglio e può farlo in peggio.

E questo dobbiamo tenerlo sempre a mente. Non è vero solo che non dormiamo perchè siamo tristi: è anche vero che siamo tristi perché non dormiamo. Un bel circolo vizioso, aggiungerei.

Possiamo quindi guarire dalla depressione anche solo facendo pesi? Assolutamente no. Dietro ad ogni problematica di tipo psicologico c’è sempre qualche struttura mentale da andare a sistemare. Lo psicologo fa esattamente questo. Tuttavia, se stiamo psicologicamente male, dovremmo seriamente prendere in considerazione l’idea di impegnarci per far stare bene il corpo, con quelle attività ed abitudini che potremmo definire come “sane”. Questo in aggiunta ad un percorso di supporto psicologico o di psicoterapia ovviamente.

Se abbiamo un modo efficace per stare un po’ meno male perché non utilizzarlo? Il professionista psicologo farà la sua parte, ma il primo e il più importante psicologo di una persona è la persona stessa.