Emozioni – un’introduzione

Il corpo umano è una macchina straordinaria. Ogni parte di esso, ogni meccanismo, ogni interazione fra le parti è adibita ad una sola funzione: farci sopravvivere. Se una parte del corpo smette di essere utile alla persona per un periodo abbastanza lungo di tempo, essa comincerà ad atrofizzarsi, per consumare meno energia e averne di più a disposizione per le parti che invece ci stanno aiutando. E' vero anche l'inverso, ovviamente.

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Scopi e Credenze

Ognuno di noi ha dei desideri. Non solo non c'è niente di male, ma sono proprio questi desideri a muovere noi e il mondo intero. Se decidiamo di fare qualcosa, a meno che non siamo costretti, è perché lo vogliamo. Facciamo qualcosa perché abbiamo uno scopo. Uso il termine scopo perché così è chiamato uno dei pilastri della psicologia cognitivo comportamentale. Semplificando molto, si tratta di quello che desideriamo e che cerchiamo di ottenere. Ci riferiamo non a cose materiali, ma a qualcosa di più simile ad uno stato, una condizione o un risultato che, se raggiunto, ci renderebbe felici. Non devono essere desideri profondi, nobili, complessi:  possono anche essere molto generici, semplici, banali. Esempi di scopi sono il sentirsi amati, l'essere rispettati, fare parte di un gruppo, eccellere in uno sport, rendere invidiosi gli altri.

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Modello Cognitivo Comportamentale

La mente non è qualcosa che è possibile osservare direttamente, a differenza magari di una pianta o di una roccia. Per capire qualcosa di così astratto dobbiamo affidarci ai modelli, ossia delle interpretazioni di tutto ciò che è stato osservato e compreso su uno specifico argomento. In questo caso l'argomento è la mente, quindi noi possiamo desumere come essa funzioni in base a ciò che "produce", come comportamenti, emozioni, sensazioni corporee, tendenze a fare qualcosa. In base a ciò ci si può fare un'idea del funzionamento della mente, sia in linea generale sia nel singolo caso, e diventa dunque possibile costruire un modello. La psicologia è una scienza molto particolare, ma sempre scienza rimane. Questo significa che i modelli che crea, per essere validi, devono essere riproducibili da altre persone e dare gli stessi risultati, a parità di condizioni ovviamente. Idealmente, dovrebbe descrivere bene anche quali parti del nostro cervello si attivano al momento in cui si provano, ad esempio, delle determinate sensazioni o emozioni. Se il modello funziona dovrebbe essere possibile fare delle previsioni su cosa possa succedere nella mente di una persona in risposta ad un qualche stimolo, interno o esterno che sia, e cosa farà la persona di lì a poco.

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